| I "bogoni" di Sant'Andrea |
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| Scritto da Silvia Zorzella | ||
Questa targa è stata scritta in cimbro per ricordare che i Cimbri hanno abitato anche in questa parte della valle, ad iniziare dal 1287, anno in cui ottennero il permesso di colonizzare la Lessinia. Sicuramente alcune contrade della frazione di Sant’Andrea erano abitate prima dell’arrivo dei Cimbri, ma, nel tempo essi si integrarono con i residenti formando un’unica comunità denominata Sprea-cum-Progno. I cimbri hanno lasciato tracce del loro passaggio nei cognomi, nei toponimi nel dialetto stesso. Sant’Andrea vanta un’antica e tradizionale fiera, dei “bogoni”, che si svolge ogni anno il 30 novembre, giorno del Santo Patrono. Non è possibile datare con precisione l’inizio di questo mercato, ma è quasi certo che si teneva la fiera già intorno al 1160, epoca a cui risale la I storica attestazione dell’esistenza di Sant’ Andrea. In questo mercato venivano venduti: animali domestici, come il pollame, generi alimentari, granaglie, vestiario e anche i “bogoni” (termine con cui, in dialetto veronese, si indicano le lumache), sotto il controllo molto attento e interessato dei monaci benedettini della potente Abbazia di Badia Calavena. Ed è forse per sfuggire all’implacabile tassazione, imposta dai monaci su tutti i prodotti venduti, che la commercializzazione dei “bogoni” avveniva all’alba, ciò che avviene ancora oggi. Tuttavia, la scelta di questa fascia oraria può essere stata dettata anche dal fatto che i “bogoni” a quell’ora sono ancora percolati, mentre con l’avanzare del giorno si aprono, deprezzandosi. Infatti la loro quotazione è più elevata se sono opercolati, e quindi autonomamente spurgati. Non è un caso che la tradizione releghi il consumo di questi molluschi nei mesi con la “erre”, cioè nei mesi freddi, quando le lumache sono in letargo, spurgate e hanno quindi perso il gusto di erba e di amaro, possedendo così una carne più tenera e saporita. L’allevamento dei “bogoni” avviene all’aperto, in particolari recinti chiamati “corgnolare”, delimitati da lamiere zincate e suddivisi in settori più piccoli da reti metalliche. In questi recinti viene preparato un letto di sabbia 30-40 cm di spessore, in cui vengono sistemate le chiocciole alimentate con erba fresca, zucca e altri vegetali. In tale recinto si crea l’ambientamento che precede il letargo che avviene con l’interramento della chiocciola. La densità ottimale è di 250 soggetti per metro quadrato. La raccolta è consentita solo nel periodo estivo ed è fatta generalmente a mano o con l’aiuto di un attrezzo per prelevare le chiocciole interrate. Sant’Andrea è in sintonia con la tradizione, poichè la sua è una “fiera fredda”, diversamente da altre fiere simili che si tengono in varie località e città italiane. Singolare e unica è, comunque, per gli abitanti del capoluogo e della frazione, questa fiera, motivo ancora di orgoglio e attaccamento alle proprie radici e tradizioni. Del resto, essa richiama pur sempre molto interesse e mantiene la sua rinomanza. Ne sono segni evidenti i convegni, le mostre-mercato, legati alla chiocciola, che si tengono annualmente, il monumento con la scultura del mollusco in ferro battuto, scolpita dal maestro Gino Bonamini di Cogollo, collocato all’inizio del paese e che è stato scelto come logo comune dell’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Elicicoltori e dalla “Confraternita della Chiocciola…detta anche lumaca”, con la collaborazione della Facoltà di Agraria dell’Università di Parma, grazie alla quale il 1999 è stato proclamato “Anno della lumaca”.
Bogoni alla veroneseIngredienti :1 chilo di chioccioloni (chiusi già spurgati) 80 gr di olio 50 gr di burro una grossa cipolla 50 gr di prezzemolo due spicchi di aglio un limone un bicchiere di vino sale
Preparazione:I chioccioloni (gasteropodi) ben spurgati e schiumati, con paziente lavoro di leggere bolliture in acqua e sale e acqua e bicarbonato, indi lavati sotto acqua corrente, mondati della parte nera, vengono disposti in una pentola, in abbondante olio, con tutto il prezzemolo ben tritato e la cipolla e l'aglio tagliati a fettine sottilissime. Salare il giusto e aggiungere la scorza di limone grattugiata in forno a media temperatura, cuocere mescolando di tanto in tanto. Aggiungere periodicamente qualche spruzzata di vino e qualche fiocco di burro e tenere sempre coperto con il coperchio. Cuocere per almeno quattro ore, divenuti teneri, servirli bollenti assieme a polenta appena versata, abbastanza tenera, e accompagnati da un buon vino.
Per altre ricette … Scarica il ricettario: “La lumaca per le corna” di E. Mori.
Poesia dedicata ai bogoni“Al bogòn de Sant’Andrea” Come se vede da do là distante So on sengio tondo on bogon gigante. El ga la testa alta e i corni al vento el guarda tuti ci ven in fora e ci va in rento. De S.Andrea te si l’onore, te si el vanto e, se sa, ci passa el resta come d’incanto, tanti ma tanti prima de sitàr via i te sbara de ricordo ‘na gran fotografia. Ma ci sa quante note calde de luna ciara te ghè pensà de molàrte su par la Valtanara. Scoltème mi, resta saldo lì sol to sasso goarda le case, el ponte e ‘l progno nel so ciasso. No te se quanto te si belo là de primavera in medo a fiori e ligure al sole fin a sera. Come te slusi al sgrasso le matine d’istà e te vedi el sole sbusar su indormessà. Quanti colori i te basa quando tuto va a calare E i osei a s-ciapi i sgola via verso el mare. E po d’inverno coerto de bianco e spaesà te te guardi anca ti ingrotolìo de qua e de là. Noaltri sto paese speremo de no lassarlo mai Tanto caro co i so boschi, prè e vaj. Resta sempre tu su in alto come testimone del rispeto par queste sacre cimare zone e tendi in largo sto paese e sta vale mia fin che el campanile el sonarà l’ultima Ave Maria. Antonio Cisamolo ******
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Novembre 2011 09:45 |